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sacrum

Benvenuti in questo luogo di silenzio e di luce.

Dipingere il sacro,

è un ascolto del cuore.

Ogni tela nasce nel silenzio dello studio, dove i colori diventano parole, strumenti per tradurre l'eterno in istanti di bellezza.

​

La mia intenzione è quella di catturare il mistero profondo che abita l'umano.

​

lo sguardo colmo di grazia di una Madre, il sonno di un Bambino che porta in sé la speranza del mondo,

la drammatica e dolcissima resa del sacrificio.

 

La mia pittura vuole essere un invito a fermarsi in un mondo che corre veloce.

 

Queste immagini nascono per offrire una sosta all'anima,

un momento di contemplazione.

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estasi d'amore

TECNICA: Tempera acrilica su tela

 

DIMENSIONE: 90x160 cm

 

ANNO: 2026

Quest’opera rilegge in chiave contemporanea

uno dei momenti più intensi dell'iconografia cristiana:

la stigmatizzazione di San Francesco d'Assisi sul Monte La Verna.

 

La mia scelta teologica e compositiva è radicale:

elimina la tradizionale figura del Serafino alato

— filtro angelico tipico della pittura medievale e rinascimentale —

per mettere il Santo in comunicazione diretta con il Cristo sulla croce,

che emerge come un'ombra retroilluminata dal fondo buio.

 

Lo spazio circostante viene annullato

per concentrare l'attenzione

sulla tensione del corpo nudo di Francesco.

 

L'evento mistico perde ogni connotazione fiabesca per farsi carne:

i fasci di luce che squarciano la tela

non sono semplici elementi decorativi,

ma vettori tangibili che trasmettono

l'amore e il dolore della Passione,

cogliendo il Santo in un momento di totale e vulnerabile

abbandono tra estasi e sofferenza.

francesco curto san francesco

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la vera liberta'

Quest'opera nasce dal desiderio

di scardinare la narrazione iconografica tradizionale della spogliazione

di San Francesco.

 

La nudità del Santo Non vuole essere simbolo di vergogna o di miseria,

ma rappresenta l'uomo spogliato dalle sovrastrutture del mondo, dal possesso

materiale e dall'ego.

 

La figura del vescovo che accoglie l’abito in un drappo non rappresenta la Chiesa istituzionale, ma il divino.

 

Francesco non lancia i suoi abiti a terra in segno di disprezzo per il mondo, ma li affida e li dona formalmente alle mani della Chiesa

che rappresenta Cristo.

 

Questo gesto trasforma la spogliazione da un atto di rottura con la famiglia a un patto d'amore universale.

 

Il drappo bianco, sospeso, vuole diventare il vero ponte concettuale:

si spoglia della ricchezza

terriera per rivestirsi di Cristo.

​

TECNICA: Tempera acrilica su tela

 

DIMENSIONE: 90x160 cm

 

ANNO: 2026

francesco curto san francesco

TECNICA: Tempera acrilica su tela

 

DIMENSIONE: 90x160 cm

 

ANNO: 2026

la predica

L'opera reinterpreta l'iconografia francescana tradizionale,

attraverso un  contrasto chiaroscurale

che isola i soggetti dal tempo e dallo spazio.

 

Rinunciando alla coralità dello stormo

che solitamente rimanda

«alla predica agli uccelli»,

la composizione si concentra sulla

densità psicologica di un singolo incontro.

 

 

Dallo sfondo emerge un dialogo intimo,

dove la sapienza della natura è incarnata dal gufo,

simbolo antico di conoscenza e sacralità.

 

 

Il tocco delicato della mano

e la vicinanza dei volti traducono

la spiritualità non come dottrina impartita,

ma come un comune,

silenzioso riconoscimento

della bellezza originaria del Creato.

francesco curto san francesco

TECNICA: Tempera acrilica

 

DIMENSIONE: 50x100 cm

 

ANNO: 2025

fuga in egitto

La Fuga in Egitto è un'allegoria
potente e toccante dell'Amore
materno incondizionato,
delle ansie che accompagnano
la crescita di un figlio.

 

L'Allegoria dell'Amore
e della Preoccupazione.

 

L'opera si ispira alla narrazione biblica
per diventare un simbolo universale.
Il bambino è raffigurato
in un completo abbandono fiducioso
nelle braccia della madre,
ignaro delle incertezze del viaggio.

 

Lo sguardo di Maria rivela
una profonda e palpabile preoccupazione
per ciò che potrebbe accadere.

 

Nei suoi occhi si specchiano
le inquietudini di ogni genitore:
la paura del futuro,
il desiderio di proteggere da ogni male,
e l'accettazione del destino del proprio figlio.

 

Vuole essere un' ode
alla forza silenziosa delle madri,
un promemoria che l'amore più puro
è spesso intrecciato
con la più grande delle paure,
un legame che protegge incondizionatamente contro
ogni avversità, anche quando
il mondo intorno è oscuro.

fuga in egitto Francesco Curto

TECNICA: Tempera acrilica

 

DIMENSIONE: 90x140 cm

 

ANNO: 2026

la pieta' di ressurezione

Quest'opera è nata lentamente,
dentro uno spazio intimo di preghiera e meditazione.
Ho voluto raccontare un momento molto rappresentato nell'arte,
ma ho sentito il bisogno di guardare
questo episodio dei vangeli da un'altra prospettiva.
In quella morte non ho mai visto una conclusione, ma un principio.
Maria è il cuore di questo passaggio.
Rappresentata giovane,
volutamente distante dall'immagine del dolore consumato dal tempo.
Giovane come all'origine,
come l'inizio di tutto.
Un richiamo a quella visione in cui non è solo madre del corpo che perde,
ma grembo di una trasformazione nuova.
Maria non accoglie soltanto la morte, ma la rigenera.
Nel corpo deposto, c'è nell'utilizzo della luce l'anticipazione della risurrezione.
Una luce divina che illumina la scena dall'alto.
Gesù non è sotto la croce come la tradizione classica vuole,
ma l'ho collocato su una gradinata.
Una scelta che nasce da una visione antica,
quella del sogno della scalinata di Giacobbe:
una scala che unisce cielo e terra, come gli angeli di quel sogno.
E allora Gesù diventa soglia, passaggio, apertura. Diventa la chiave.
Le croci restano sullo sfondo, lontane,
Il Golgota è presente, ma non domina.
Perché ciò che mi interessava non era fermarmi alla sofferenza.
I segni della passione, non sono solo segni di dolore:
sono elementi simbolo del sacrificio che si è compiuto.
E poi è arrivato, silenzioso e carico di senso il Venerdì Santo.
il giorno in cui il mondo cattolico si ferma
a contemplare il mistero della morte in silenzio.
il giorno in cui ho scelto,
o forse sono stato chiamato,
a posare l'ultimo segno su questo quadro.

francesco curto la pieta

TECNICA:

Tempera acrilica

​

DIMENSIONE:

70x100 cm

​

ANNO: 2025

IL SILENZIO DI MARIA

Una madre,

un figlio e l'ombra di un destino immenso.

 

In questo quadro ho voluto imprimere la transizione emotiva tra la tenerezza e la dolorosa consapevolezza.

Il punto focale dell'intera composizione risiede negli sguardi.

​

Il Bambino ha gli occhi lucidi, colmi di una luce pura e profonda,

specchio di un'anima che porta la salvezza.

Accanto a lui, il volto di Maria nel silenzio: le sue sfumature morbide e la direzione dei suoi occhi esprimono una profonda meditazione interiore.

​

La profezia di Simeone non è qui rappresentata da una lama reale, ma si materializza nei forti contrasti chiaroscurali, nell'oscurità che stringe il velo della Vergine e che sembra quasi sfiorare la guancia del piccolo.

 

I dettagli dorati che profilano i tessuti vogliono evocare una luce divina, ricordandoci che anche nel momento del presagio più buio, la grazia non abbandona mai Maria.

 

È il racconto visivo di un amore che accetta la ferita pur di proteggere la vita.

francesco curto madonna

TECNICA:

Tempera acrilica

​

DIMENSIONE:

70x100 cm

​

ANNO: 2025

mater fidiciae

Tutto il mistero del Cielo

si dissolve e si fa carne nello spazio di un abbraccio.

 

In questa tela,

la Fiducia non è un semplice sentimento umano, ma l'atto divino con cui il Figlio di Dio

si abbandona totalmente alla

Madre che lo ha generato.

​

Posato contro il petto di Maria, il piccolo Gesù guarda verso l'osservatore con occhi limpidi e fieri, privi di ogni timore.

 

La sua manina, appoggiata con assoluta naturalezza sul cuore della Vergine, non stringe per paura, ma riconosce il ritmo di quel "Sì" che ha cambiato la storia.

 

Mentre attorno a loro le ombre del mondo sfumano, la certezza di questo legame sacro si fa luce dorata e imperitura.

 

È l'incrocio  tra l'umanità che si affida e la Divinità che si lascia custodire,

offrendo a chiunque guardi l'opera un porto sicuro di eterna speranza.

francesco curto madonna

TECNICA:

Tempera acrilica

​

DIMENSIONE:

50x50 cm

​

ANNO: 2025

IL SILENZIO DI MARIA

Una madre,

un figlio e l'ombra di un destino immenso.

 

In questo quadro ho voluto imprimere la transizione emotiva tra la tenerezza e la dolorosa consapevolezza.

Il punto focale dell'intera composizione risiede negli sguardi.

​

Il Bambino ha gli occhi lucidi, colmi di una luce pura e profonda,

specchio di un'anima che porta la salvezza.

Accanto a lui, il volto di Maria nel silenzio: le sue sfumature morbide e la direzione dei suoi occhi esprimono una profonda meditazione interiore.

​

La profezia di Simeone non è qui rappresentata da una lama reale, ma si materializza nei forti contrasti chiaroscurali, nell'oscurità che stringe il velo della Vergine e che sembra quasi sfiorare la guancia del piccolo.

 

I dettagli dorati che profilano i tessuti vogliono evocare una luce divina, ricordandoci che anche nel momento del presagio più buio, la grazia non abbandona mai Maria.

 

È il racconto visivo di un amore che accetta la ferita pur di proteggere la vita.

francesco curto madonna natività

TECNICA:

Tempera acrilica

​

DIMENSIONE:

50x50 cm

​

ANNO: 2025

maria di nazareth

francesco curto mandonna
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